Le linee guida EDBP sul trattamento di dati personali basato sull’art. 6.1.b GDPR nel contesto della fornitura di servizi online agli interessati


Le nuove Linee Guida sull’art 6.1.b GDPR

In data 8 ottobre il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ha adottato la versione definitiva delle Linee guida sul trattamento di dati personali basato sull’art. 6.1.b) del GDPR nel contesto della fornitura di servizi online agli interessati.

Obiettivo delle Linee guida è quello di ​fornire un parametro di confronto in base al quale verificare la corretta applicazione dell’art. 6.1.b) nel caso di trattamenti di dati personali basati su contratti per la fornitura di servizi online.

Il testo, che recepisce alcune proposte di modifica pervenute a seguita della consultazione pubblica conclusasi il 24/05/2019, contiene osservazioni generali in merito ai principi di protezione dei dati e all’interazione dell’esecuzione del contratto o di misure precontrattuali con altre basi giuridiche. Inoltre, le linee-guida contengono indicazioni sull’applicabilità dell’art. 6.1.b) in caso di risoluzione del contratto e di aggregazione di servizi distinti.

A quali rapporti si applica?

Le Linee guida si applicano al trattamento di dati personali che avviene per effetto della stipulazione di contratti con fornitori di servizi della società dell’informazione.
Più precisamente, ​si applicano solo ai rapporti che si basino su contratti validi​; per l’effetto, la validità del contratto diventa prerequisito essenziale perché i trattamenti di dati necessari per assicurare agli users i servizi online possano basare la loro legittimità sull’art. 6.1.b).

Cosa prevedono le linee guida?

Il principio fondamentale affermato dal Comitato può essere così riassunto: ​il contratto può costituire valida base giuridica dei trattamenti dei dati dell’interessato solo in quanto essi siano strettamente e assolutamente necessari per dare esecuzione al contratto stesso e per assicurare all’utente il servizio che ne è oggetto.

Pertanto, si rende necessario una sorta di “​test della necessità​” che è funzionale a supportare il titolare del trattamento nello stabilire se l’art. 6.1.b) GDPR può rappresentare una valida base giuridica.

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